Il pranzo della domenica e il ruolo delle donne nell’educazione a tavola

Presentato a Expo «Il grande pranzo della domenica italiana», un manifesto della cucina sana e antispreco che raggruppa 20 ricette, scelte tra le oltre 400 inviate da tutta Italia tra marzo e maggio all’indirizzo womenforitaly.com. A selezionarle, una giuria al femminile composta da 10 tra chef, imprenditrici ed esperte di gastronomia (nella foto, sette di loro), coordinate da Roberta Schira. Questo è solo il primo risultato concreto di un progetto culturale più ampio, Women for Italy, che continuerà anche dopo Expo per esaltare il ruolo della donna come elemento fondamentale nell’educazione. Un ruolo che «è cruciale e deve essere valorizzato. Sia nell’ambito delle scelte di consumo in famiglia, sia in campo agricolo», come ha spiegato il ministro Martina.

Olimpiadi del Gusto: lo chef scende nell’arena Tre giorni di gusto Con una cena a tema si sfidano le scuole alberghiere E domenica si assegna il premio letterario «Bancarella della Cucina»

Libri, cucina, nutrizione e e cultura alimentare saranno al centro del decimo Premio «Bancarella della Cucina» che si svolgerà a Pontremoli a partire da oggi fino a domenica Si contenderanno il premio i 6 libri a tema gastronomico giunti alla selezione finale: si tratta di «Il genio del gusto» di Alessandro Marzio Magno, «Mangiato bene? » di Roberta Schira, «Giuseppino» di Joe Bastianich & Sara Porro, «Xxl. 50 piatti che hanno allargato la mia vita, «Unti e bisunti. Viaggio nell’Italia dello strett food» di Chef Rubio, «Storia della cucina italiana» di Alberto Capatti. Tantissime la manifestazioni collaterali che precederanno la cerimonia di premiazione; oggi alle 20 ci saranno le «Olimpiadi del gusto», una cena a tema in diverse strutture a cura di diversi istituti alberghieri (tra cui l’istituto «Magnaghi» di Salsomaggiore, ospitato al ristorante «Caveau del Teatro»). Domani in piazza della Repubblica dalle 10 alle 13 si terrà lo «show cooking» a cura degli alunni degli alberghieri presenti, mentre alle 16 nel salone di rappresentanza di Palazzo Dosi Magnavacca in via Ricci Armani verrà presentato il libro «Il diabete al tempo del cibo. Una sana alimentazione per promuovere il benessere» , volume a cura di Emanuela Baio e Franco Angeli. Condurrà la stessa Baio insieme al professor Giuseppe Benelli: parteciperà anche la senatrice Manuela Granola. La domenica si aprirà alle 10 e 30 a Palazzo Dosi Magnavacca col convegno «Il maiale nella tradizione italiana» con i saluti del sindaco Lucia Baracchini e la conduzione del gastronomo-scrittore Graziano Pozzetto: tra gli interventi previsto anche «Il mito del culatello di Zibello» a cura dello chef parmigiano Massimo Spigaroli. E finalmente alle 16 comincerà al Teatro della Rosa la cerimonia di assegnazione del premio Bancarella della Cucina: ci sarà il salotto con gli autori dei libri finalisti che verranno intervistati dai presentatori Letizia Leviti e Alfredo Pelle, mentre lo stesso Pelle, accademico e bibliofilo, verrà insignito del premio «Baldassarre Molossi», alla memoria del mitico direttore della Gazzetta. Subito dopo partirà lo scrutinio delle schede e verrà proclamato ufficialmente il vincitore.

La cucina cremasca raccontata all’Expo

«Partire con l’affermazione ‘più si è legati alle tradizioni locali, più si è internazionali’ riassume il significato della riedizione di questi due libri in occasione di Expo 2015. Per essere vincenti, per marcare il territorio, occorre trovare riferimenti e suggestioni nella tradizione, sia colta sia popolare. E porre le condizioni affinché possa essere reinventata». Ha commentato così, Ange – lo Dossena, la presentazione dei libri ‘La crema di Crema’ e ‘Crema nel Piatto’, avvenuta ieri l’altro al padiglione Lombardia di Expo alla presenza degli autori e della vice presidente del consiglio regionale Sara Valmaggi. I due volumi sono stati inseriti nel catalogo ufficiale della rassegna mondiale e sono il racconto della vita, della cultura e delle credenze di una comunità nello stesso tempo particolare e unica. ‘Crema nel Piatto’, scritto da Roberta Schira e da Daniela Bianchessi, tratta della cucina cremasca, delle ricette raccolte dalla viva voce di una trentina di anziane del territorio. Il libro si divide in quattro volumetti impreziositi dal contributo di cinque artisti cremaschi: Gil Macchi, Aldo Spoldi, Carlo Fayer, Nico De Sanctis eAngelo Noce. ‘La crema di Crema’, scritto da due sacerdoti della Diocesi, don Pier Luigi Ferrari e don Marco Lunghi, tratta delle fonti, dell’elaborazione e del consumo del cibo a Crema e dintorni. La ricerca di questi due appassionati cultori di antropologia locale e della sua tradizione dialettale, costituisce una sorta di viaggio nei luoghi della produzione del cibo, con numerose testimonianze orali che attestano la straordinaria capacità del nostro lessico dialettale e delle sue immagini di coniugare la realtà della tavola con le condizioni del vivere

Golosaria apparecchia per tutti Trecento produttori, 100 cantine, 80 appuntamenti: caccia al cibo di qualità

«Se uno vuol cogliere il fermento dell’Italia del gusto, che c’è, deve passare da qui: per bersi non solo un bicchiere di birra o di vino, ma un concentrato di fiducia nel nostro Paese». Qui è Golosaria, il dispensatore di fiducia è Paolo Massobrio, ideatore con Marco Gatti della rassegna sulle gastro-eccellenze italiane che compie dieci anni. Per festeggiare, la kermesse si allarga al MiCo (FieraMilano City, da sabato 17 al 19 ottobre, viale Scarampo ang. Colleoni, gate 4; ingresso 10 euro al giorno, 21 per i tre giorni, info www.golosaria.it). Golasaria si capisce bene con le cifre: oltre 300 produttori in 12 mila mq, 15 cucine di strada, 100 cantine, cuochi che preparano specialità davanti al pubblico, 80 appuntamenti a tema, 150 espositori, 30 sponsor, molte start up da scoprire. L’anno scorso i visitatori sono stati 17 mila, per questa edizione — intitolata «La qualità che nutre il futuro» e inserita nel ricco palinsesto di ExpoinCittà — se ne aspettano ventimila. Centinaia di produttori potranno incontrarsi, conoscersi e creare humus per germogli umani, culturali ed economici. Massobrio e Gatti, con la loro affiatata squadra, scovano e premiano novità degne di nota, ogni anno diverse. Per esempio, tra i 100 migliori vini premiati ai vertici due lombardi: il Minego, rosso di uve barbera prodotto in Val Camonica dal bresciano Antonio Ligabue, e il Castello di Stefanago, riesling di Antonio e Giacomo Baruffaldi, da Borgo Priolo nel Pavese.«La nostra selezione», dicono gli ideatori di Golosaria, aggiustandosi il papillon diventato marchio di fabbrica, «è il polso reale delle tendenze produttive: molti vini sono biologici e biodinamici, una realtà ormai matura anche in Italia». I visitatori saranno attratti da molte curiosità: i risi vercellesi coltivati dalle tre sorelle Rosso e proposti con una miscela di fiori commestibili; l’azienda piemontese «Optima carne» con allevamento sostenibile; la start up di Roberto Zulato, che riprende la tradizione biellese di distillati ed elisir a base di erbe di campo, sambuca e frutti selvatici; le oche romagnole allevate a latte e miele da Michele e Luca Littamè, nel Padovano. E ancora, il barbecue alIdeatori Marco Gatti e Paolo Massobrio, creatori di Golosaria; sotto risaie l’italiana per diventare «grill master», la birra di sorgo, il paté di fegato di lumache (sì, avete capito bene), il pastrami con carne di razza bovina piemontese, la confettura calabrese di annona (frutto che è un mix tra banana e avocado), la cucina in vasocottura, il pane carasau nero. Insomma, una vera passeggiata, con un’infinità di tentazioni, nel Buono Italiano. E per la prima volta, Golosaria lancia il Premio Fraizzoli (storica azienda milanese di uniformi professionali), che mette gli allori non alla cucina, ma allo stile di accoglienza nei ristoranti: tra i 15 laureati, Aimo e Nadia di Milano. La classe non tradisce mai.

Al via le Olimpiadi del gusto Per allenare gli chef di domani Pontremoli e l’enogastronomia: Premio Bancarella della Cucina

GLI STUDENTI di cinque scuole alberghiere si sfidano alle Olimpiadi del Gusto, organizzate nella cornice della decima edizione del Bancarella della Cucina, che premia i migliori libri di enogastronomia pubblicati nell’ultimo anno. A Pontremoli, da domani a domenica, va in scena un weekend nel segno del cibo che vede protagonisti studenti, professori e scrittori, impegnati in uno slalom tra i menù regionali dell’Italia dei sapori. NON È VERO che tutto fa brodo: in cucina ci vogliono gusto e cultura per esaltare il carattere dei piatti e allora il libro diventa il mediatore ideale per fare da guida tra pentole e padelle. L’idea di accoppiare le Olimpiadi del gusto al Bancarella della Cucina è una «ricetta« del Comune di Pontremoli cucinata assieme all’amministrazione provinciale di Massa Carrara e all’associazione Strade del Vino dei colli di Candia e di Lunigiana. La disfida che coinvolge gli istituti alberghieri «Minuto» di Marina di Massa, «Pacinotti» di Bagnone (Massa), «Matteotti» di Pisa, «Leopoldo II di Lorena« di Grosseto e «Magnaghi» di Salsomaggiore (Parma), si svolge domani sera in Lunigiana in cinque sale ristoranti diverse in cui le scuole prepareranno i loro menù: dal doppio raviolo di cipolla massese e pomodoro, al tortello maremmano, per passare alla costata di mucca pontremolese, al filetto di manzo parmense e approdare al cialdone con crema di ricotta con ciliegia di Lari, e pinolo di San Rossore. Un tour goloso votato dai commensali presenti che segnaleranno il miglior servizio di sala, tenendo conto della presentazione dei piatti e degli abbinamenti. La mattina seguente, nel corso di un «cooking show» di piazza, guidato dalla giornalista enogastronoma Rosanna Ercole Mellone sarà scelto il piatto vincitore da una giuria tecnica. Questo il gustoso antipasto al Premio Bancarella della Cucina sarà servito in attesa di conoscere il libro vincitore. I libri finalisti in gara sono «Giuseppino» di Jo Bastianich e Sara Porro (Utet), «Unti e bisunti» di Chef Rubio (Sperling & Kupfer), «XXL, 50 piatti che hanno allargato la mia vita» di Paolo Marchi (Mondadori), «Storia della cucina italiana» di Alberto Capatti (Guido Tommasi), «Mangiato bene» di Roberta Schira (Salani), «Il genio del gusto» di Alessandro Marzo Magno (Garzanti). Saranno 70 librai delle associazioni Unione Librai Pontremolesi e Unione Librai delle Bancarelle assieme a dieci esperti di gastronomia a decretare il primo posto del podio, domenica, alle ore 16, nel settecentesco Teatro della Rosa di Pontremoli. A presentare la cerimonia di proclamazione la giornalista di SkyTg24, Letizia Leviti e l’enogastronomo Alfredo Pelle che, in attesa di conoscere il verdetto, converseranno con gli autori sul tema dei loro libri. Visto che la salute nel piatto è un utile tormentone, ma non sempre è facile coniugare sulla tavola la corretta alimentazione con il piacere del gusto è stato organizzato anche un mini convegno sul tema «Il diabete al tempo del cibo», a cui parteciperanno anche Giorgio Calabrese e Giovanni Minoli.

PONTREMOLI OSPITA BANCARELCUCINA

Dalle Olimpiadi de lgusto alla fase finale delpremio: in lizza sei autori

PONTREMOLI si appresta a decretare il vincitore del decimo premio letterario Bancarella della Cucina. Da domani a domenica, tre giorni all’insegna della gastronomia con dibattiti e presentazione di volumi a contenuto gastronomico. Si parte alle 20 di venerdì con le “Olimpiadi del gusto“, dove gli alunni di diversi istituti alberghieri, proporranno le loro bontà in diverse strutture del paese. Sabato alle 16, nella sala di rappresentanza di Palazzo Dosi Magnavacca, sarà presentato il libro”Il diabete al tempo del cibo. Una sana alimentazione per promuovere il benessere” a cura di Emanuela Baio e Franco Angeli. Domenica, sempre nello storico palazzo pontremolese, alle 10:00 convegno “Il maiale nella tradizione italiana” con l’intervento di scrittori e “specialisti” del settore come Salvatore Marchese. Alle16, al Teatro della Rosa, Alfredo Pelle, che riceverà il premio “Baldassarre Molossi” e Letizia Leviti, intervisteranno nel “Salotto del Bancarella” i sei finalisti. Ecco la sestina che, dopo il voto di 70 libraie 10 esperti di gastronomia, si contenderà il titolo: “Giuseppino Da New York all’Italia: storia del mio ritorno a casa”di Joe Bastianich e Sara Porro, Utet; “Unti e bisunti” di Chef Rubio, Sperling & Kupfer; “XXL 50 piatti che hanno allargato la mia vita” di Paolo Marchi,Mondadori; “Storia della cucina italiana”, di Alberto Capatti, Guido Tommasi Editore; “Mangiato bene” di Roberta Schira, Salani; “Il genio del gusto” di Alessandro Marzo Magno,

MARCHESI ALLA RASSEGNA DI VIGEVANO

Tentazioni à la carte” inizia oggi la 14° rassegna letteraria di Vigevano: alle 18, nella cornice della Cavallerizza del Castello, Gualtiero Marchesi, il re dei cuochi, dialogherà con la scrittrice Roberta Schira, con overture musicale curata dagli allievi del Costa. Sempre in Cavallerizza, ma alle 21, Ermanno Paccagnini, direttore artistico della manifestazione, presenterà il “libro del giorno” individuato ne “Storia della colonna infame” di Alessandro Manzoni. A seguire Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico e saggista italiano terrà una lectio magistralis sulle sue “tentazioni numeriche”. Per gli studenti, questa mattina alle 11 Fabio Ferri parlerà de “Il più grande tradimento, Dante multimediale”. Incontri a ingresso libero.

Pesce freschissimo e cucina essenziale alla Risacca 6. La mia recensione sul Corriere

A Tavola

Per 30 anni la clientela, gente famosa, ha offuscato la cucina di questo ristorante. Invece alla Risacca 6 (via Marcona 6, tel. 02.55.18.16.58) l’offerta è di alta qualità. Pippo, il patron, si impegna a raccontare ai clienti la sua cucina di pesce davvero essenziale e gratificante. Niente cuochi stellati, ma una spesa che arriva da Micozzi, il banco più blasonato del mercato ittico cittadino. Ed ecco la catalana di crostacei e pomodorini, i tagliolini nelle varianti di mare, il pescato e, perla di stagione, lo scampo ben tornito con scaglie di sontuosi ovoli. Da premiare, il nuovo elegante bar con saletta privata. Conto da 60 euro.

Maionese di anguilla indivia caramellata e da bere 70 tipi di gin. La mia recensione sul Corriere

A Tavola

Altro che distilleria, la cucina al The Botanical Club (via Pastrengo 11, tel. 02.36523846) è performante, come un fuoristrada di ultima generazione. Uno dei patron di questo locale molto londinese è Alessandro Longhin che dice: «Il nostro gin è quasi pronto, siamo agli ultimi assaggi». Nel frattempo, deliziatevi con una cucina della scuola di Matias Perdomo: indivia caramellata, maionese di anguilla, limone salato e pistacchio o il piatto più vicino alla perfezione, linguine di grano duro, vongole affumicate e pomodorini confit (13 euro). Volendo, si pasteggia a gin tonic (ne servono più di 70).

Sapori di casa protagonisti

Cucina cremasca protagonista venerdì 14 alle 19.30 al padiglione della Regione Lombardia di Expo dove verranno presentati due libri sulla storia della cucina locale, ‘La crema di Crema’ e ‘Crema nel piatto’. Il primo è stato scritto da don Pier Luigi Ferrari e don Marco Lunghi; il secondo da Roberta Schira e Daniela Bianchessi.